QUESTIONE DI SKILL

“mismatch” che crea disallineamento tra i candidati e le Aziende.

In realtà è un problema trasversale che coinvolge tutto il mondo del travel e non solo. Il grande paradosso  è che il lavoro c’è ma non si trovano le persone con le giuste competenze e non mi riferisco solo ai  profili del management  ma soprattutto alla ricerca delle figure meno “skillate” quindi tendenzialmente più duttili e facili da reperire sul mercato.

La ricaduta  avrà conseguenze pesanti sui bilanci delle aziende. Oggi per profilare ci si impiega sino a tre mesi  con notevole dispendio di energie che andrebbero riposte nell’operatività  delle nostre aziende.

L’anno 2022 è stato finalmente positivo per tutti i comparti economici della filiera turistica.

Ma allora qual è il problema?

Sicuramente l’accelerazione della tecnologia applicata a tutti gli outlet aziendali  richiede  risorse preparate e gli istituti professionali devono tenerne buon conto. Oggi l’evoluzione digitale coincide con  nuove competenze , capacità di destreggiarsi ed allinearsi al processo produttivo dell’azienda.  

Quindi?

I percorsi formativi devono essere contemporanei , ciò che si insegna a scuola deve essere ciò che il mercato richiede. Noi faremo la nostra parte, non è casuale che già da tempo  ci troviamo  costretti a formare in itinere e sul campo, in pratica assumiamo candidati che dobbiamo formare!

Il cambio di rotta

Le scuole devono cambiare l’approccio istituzionale, creare i presupposti per un rilancio dell’istruzione tecnico-professionale, sviluppare  percorsi e collaborazioni trasversali d’orientamento al lavoro per favorire l’occupabilità e le vere competenze.

Per ultimo premiare con “certificazioni” gli studenti migliori, questo agevolerà le aziende ad   assumere i profili più in linea per la posizione ed i propri fabbisogni.

Buona lettura.

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