L’IA REINVENTA IL VIAGGIO

Il 2023 ha visto l’esplosione delle tecnologie legate all’IA (intelligenza artificiale) con conseguenze sul turismo.

Senza una riflessione di ampio respiro difficilmente il mondo del travel potrà uscire dall’impasse riguardante l’uso dell’IA (L’IA REINVENTA IL VIAGGIO)

L’I.A. ha segnato indubbiamente un cambio di rotta nel modo di offrire informazioni, finalizzare le prenotazioni alberghiere e non solo. Non a caso le principali piattaforme dell’ospitalità si sono attivate subito in tale direzione.

Lo scorso mese di giugno Booking.com ha introdotto una versione beta di chat-planner che utilizza ChatGpt. E ancora prima, ad aprile (2023) Expedia aveva lanciato una funzione di trip-planning gestita sempre mediante ChatGpt dichiarando di aver risparmiato qualcosa come 2 milioni di ore di servizio in un singolo trimestre.

A sua volta Hopper si è affidata ad algoritmi esclusivi prodotti dal machine learning (I.A.), in grado di esaminare più di 8 anni di dati di viaggio e processare giornalmente “prezzi in tempo reale”.

L’IA REINVENTA IL VIAGGIO E SARA’ UN VALORE FUTURO PER IL SETTORE?

E qui sorgono i primi problemi:

il mondo del turismo (almeno per ora) tende a ridurre il concetto di A.I. ad applicazioni predittive come i chatbot, solo ed unicamente perché:

  • ne apprezza la convenienza;
  • la velocità di risposta, come sperimentato negli hotel Mariott,Hyatt e Grt;
  • aumenta la fiducia dei viaggiatori (secondo quanto dichiarato da uno studio dell’Università di Zaragoza intitolato “Artificial Intelligence in the Tourism Industry”).

Ma  da questo plus ad arrivare a sostenere che contribuirà ad una crescita globale di reddittività di settore compresa fra il 7 e l’11% entro il 2027 mi sembra azzardato anche solo considerando che la ricettività alberghiera in Italia  è costituita per la maggior parte da strutture familiari con una media di 33 camere dove il tempo, la predisposizione a tutto ciò che si configuri come “novità”, non rientra sempre subito nelle loro priorità.

Le imprese saranno in grado di cogliere con lungimiranza questa “nuova tecnologia” come una vera opportunità o lasceranno passare molto tempo prima di adeguarsi?

COSA INTENDO DIRE (L’IA REINVENTA IL VIAGGIO)

Temo che si rischi di  ripercorrere l’immobilismo degli anni Novanta. Storicamente gli Albergatori vedevano la tecnologia come un mondo estraneo e complesso, del tutto separato dalla professione dell’hospitality.

Ciò ha permesso lo sviluppo di  un mercato parallelo in cui la tecnologia si è evoluta all’esterno, con sempre minor controllo da parte degli albergatori. Di fatto  questo “immobilismo” ha favorito il  consolidamento dei viaggi online verso un duopolio di fatto, (piattaforme di connettività, B2C, B2B2C..) il quale ha scollegato per molto tempo gli hotel dall’innovazione di vendita rivolta ai consumatori. Questo ha favorito IL SORGERE di  un mercato parallelo che si è evoluto all’esterno, con sempre meno controllo degli albergatori.

Vi lascio con una riflessione.

Il compito di ogni azienda è il “profitto”  quindi rendere sempre meno frammentaria la distribuzione, più  trasparente, completamente controllata e redditizia.

Credo che nulla debba frapporsi tra l’albergatore ed i distributori che vendono camere online.

Quindi L’A.I. la dobbiamo immaginare  come una novità che porti a far cassa e soprattutto la si deve considerare come un processo di cambiamento radicale sulla concezione stessa dei viaggi all’interno della società del XXI secolo?

Voi cosa ne pensate?

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