LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Far circolare le informazioni in modo corretto

La comunicazione è efficace se produce l’effetto desiderato o raggiunge l’obbiettivo per cui è stata pensata.

Mette in condivisione opinioni, esperienze, informazioni per mezzo di parole, gesti, suoni e immagini.

Questa forma di integrazione comunicativa  se ben strutturata può permettere la formazione di quella che possiamo definire  un’identità comune e rappresenta la base per creare un team di lavoro.

La comunicazione in hotel, come in molte altre  aziende, risulta essere spesso più croce che delizia.

Questo perché non vi è una cultura nell’insegnare e formare il personale coinvolgendolo e facendo in modo che sia lui stesso padrone dei valori trasmessi, li faccia suoi e li sappia divulgare in modo empatico ed efficace.

È risaputo che se vuoi che qualcuno si dimentichi qualcosa devi dirglielo mentre sta uscendo di corsa perché in ritardo o mentre sta facendo altro.

Quali sono gli atteggiamenti virtuosi?

In Termini generali la responsabilità in una comunicazione è attribuibile per il  50% all’emittente (colui che la inizia) e al 50% al ricevente (colui che la riceve).

In  Termini specifici chi fa partire la comunicazione, “l’emittente”, deve assumersi il 100% delle responsabilità e farsi carico di accertarsi che il messaggio sia veramente recepito, condiviso e compreso.

Allora?

Dobbiamo partire da una Organizzazione chiara e logica, il must  è distribuire  ruoli e funzioni, questo significa favorire i flussi comunicativi in azienda.

Ascoltare: oggi si usa il termine “multitasking” per definire/valutare la performance  dell’impiegato modello.

Io dico invece che questo è deleterio, non riuscirete a cogliere messaggi para-verbali  che l’interlocutore ci trasmette in maniera più o meno conscia. Bisogna concentrarsi su una cosa alla volta ed avremo successo.

Chiaramente bisogna applicare piccole strategie che permettano questo, altrimenti mi verrete a dire:

ma io non posso , a me non è stato detto…. Queste sono giustificazioni che evidenziano un atteggiamento  passivo ed infantile.

Parlare/Scrivere in modo chiaro e semplice: anche il concetto più complesso può essere scomposto ed espresso in poche frasi.

Osservare/Riconoscere: consiste nell’abilità di osservare la situazione nel suo contesto e di vedere in noi le reazioni o le risposte emozionali più adeguate a cavalcare l’onda e fare goal!

Adattarsi: per rendere efficacie  la nostra comunicazione è necessario adattare lo  stile comunicativo all’interlocutore . Significa definire i termini di coinvolgimento empatico allo stesso livello dello stato d’animo in cui si trova il nostro ospite.

Confrontarsi/condividere: quando abbiamo chiaro in mente ciò che è giusto fare e siamo consapevoli delle conseguenze, bene allora questo è il momento giusto per confrontarsi con l’altro ed assieme elaborare la giusta azione per rispondere concretamente ad una determinata situazione.

Infine, vi esorto a  passare dal GIUDIZIO al FEEDBACK:

Il giudizio è un’immagine dell’altro che ci creiamo sulla base delle nostre esperienze personali. Ciò presuppone che qualcuno esprima un giudizio, un’opinione rispetto a un’altra persona. Si tratta quindi di una visione soggettiva, che definisce cosa è giusto e cosa è sbagliato (molto spesso con tendenza negativa )

Se non usate il giudizio ma il feedback nelle vostre relazioni allora potrete  dire di fare “comunicazione”

Tralasciate  la mente, e usate le vostre emozioni….

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