ENERGY SURCHARGE: LA PROPOSTA CHE NON CONVINCE GLI ALBERGHI!

 

E’ stato come uno tsunami: l’aumento vertiginoso  e, per ora, incontrollato dei costi energetici “ENERGY SURCHARGE” si sta abbattendo sugli alberghi erodendo una marginalità faticosamente riconquistata dopo la crisi pandemica e la sua ombra si allunga minacciosa anche sulla stagione invernale.

L’Idea

Molto si è discusso sul tema e dalla sezione del Gruppo Assolombarda arriva la proposta: una “energy surcharge”, un supplemento temporaneo e a carico degli ospiti.

Voi cosa ne pensate?

Gli aumenti colpiscono tutti gli alberghi indipendentemente dalle stelle.

Un supplemento uguale per tutti risulterebbe poco efficace!

Applicare un sovraprezzo flat può essere tanto per certe strutture, poco per esempio per quelle upper level. Non dimentichiamo poi che questa misura si aggiungerebbe alla tassa di soggiorno, rischiando di far diventare la destinazione Italia sempre meno competitiva.

A mio parere sarebbe controproducente, la situazione che devono affrontare le imprese è la medesima che coinvolge o coinvolgerà i cittadini italiani ed avrà ripercussioni sui loro “bilanci famigliari”.

Il risultato che si otterrebbe?

Riduzione considerevole nell’acquisto (perdita del potere d’acquisto)  di una vacanza o, peggio ancora, a scegliere sempre con maggiore determinazione destinazioni estere più economiche.

Penso in questo momento agli alberghi di montagna che si preparano alla stagione invernale e di conseguenza con il rincaro del costo del riscaldamento.

Si possono attivare sistemi di monitoraggio dei consumi in tempo reale, si possono ideare dei percorsi “virtuosi” per lo staff, e gli ospiti  ma sono solo dei “palliativi”.

A mio avviso questa azione porterebbe inevitabilmente a demotivare sul lungo termine anche i turisti big spender, rendendo il nostro Paese troppo poco competitivo sul fronte delle tariffe.

Allora come si può intervenire?

Una proposta potrebbe essere quella di utilizzare i proventi della tassa di soggiorno come contributo a sostegno delle imprese del ricettivo.

Una cosa è certa: il rincaro energetico è un problema che non riguarda solo il nostro Paese per cui, il “tetto al costo dell’energia andrà messo per forza, bisogna resistere e insistere attraverso le nostre associazioni (io parlo nello specifico di Federalberghi di cui faccio parte) e coinvolgere l’intervento statale ancor più con ragion di fatto che oggi abbiamo un nuovo Ministero.

La scelta di rimanere aperti e magari rimetterci, oppure chiudere-anche solo momentaneamente- ..ma anche no!!!

Reagiamo coesi e consideriamolo come uno dei tanti “rischi d’impresa” che tutte le aziende hanno e attualmente vivono e condividono con gli sforzi… ma alla fine la resilienza e la capacità di affrontare questi black-out premierà.

La parola di un Direttore nato come cameriere!

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