AUTUNNO A OSTACOLI

COSA NON HA FUNZIONATO E QUALI SONO LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE?

Autunno a ostacoli

Per qualche mese l’economia in generale ha sperato di poter chiudere il “triennio nero” 2020-2022 come se fosse una parentesi. Ma così non è stato. Gli strascichi di tutto quanto accaduto in quei 36 mesi si sono fatti sentire in tutti i comparti produttivi e su quello turistico in particolare.

Il caro vacanza (l’aumento dei prezzi). Una mannaia che si è abbattuta su tutti i beni di consumo.

I dati Istat parlano chiaro: a luglio si sono registrati aumenti del 26 per cento per i voli rispetto a un anno prima, gli hotels hanno aumentato le tariffe di 19 punti in percentuale , seguiti a ruota dai T.O. dove l’aumento per i pacchetti vacanza è salito ad un più 17 per cento.

BATTAGLIA NEI CIELI (collegamenti aerei)

L’impennata dei voli registrata dall’ISTAT non è passata per nulla inosservata. Avremo un autunno a ostacoli : infatti questi aumenti hanno portato il Governo ad intervenire varando una norma che blocca l’applicazione del prezzo dinamico in cui si verifichino tre situazioni concomitanti:

  • si tratti di rotte nazionali con le isole
  • si sia in presenza di un picco di domanda
  • il prezzo dei biglietti dei servizi accessori superi del 200% la tariffa media

OVERTOURISM (affollamento)

Il tema era già emerso prima della pandemia, poi accantonato per il periodo del COVID.

Ora con la stabile e completa ripresa delle attività, anche il tema del sovraffollamento delle maggiori città turistiche torna alla ribalta nell’AUTUNNO A OSTACOLI. Venezia, da sempre una delle prime città ad essere nominata quando si parla di questo fenomeno, ha messo in atto un ticket di 5 euro per l’accesso alla città. Là tassa sarà in vigore dal 2024 e per un periodo di 30 giorni. Là sperimentazione avrà inizio verosimilmente nei giorni compresi tra Pasquetta ed il 25 Aprile. Sarà quindi obbligatorio prenotare ma solamente nei giorni in cui sarà attivo il ticket; per contro non vi saranno limiti d’ingresso (ovvero i famosi “tornelli” che limitavano l’accesso)

AUTUNNO A OSTACOLI ANCHE PER AIRBNB

New York potrebbe aver tracciato la rotta. Il 5 settembre scorso nella Grande Mela sono scattate le nuove regole sugli affitti brevi, che impediscono le locazioni inferiori a 30 giorni. Sarà comunque consentito affittare appartamenti per periodi sotto i 30 giorni solo nel caso in cui il proprietario risieda nell’alloggio  e per  un massimo di 2 ospiti  per volta. L’operazione, secondo le stime, ha tagliato gli annunci del 70 per cento sulla celebre piattaforma. La decisione della metropoli statunitense  non risiede tanto nell’abbattere la portata economica della Piattaforma quanto a evitare il continuo ribasso dei costi verificatosi negli ultimi anni.

AFFITTI BREVI, ARRIVA LA STRETTA ANCHE IN ITALIA

L’associazione italiana affitti brevi (Aigab) lamenta e definisce come situazione peggiorativa la nuova norma.

Il suo riferimento si riferisce all’obbligo dell’introduzione di normative su:

  • prevenzione degli incendi
  • obbligo di installazione di dispositivi per la rivelazione del monossido di carbonio negli immobili da allocare.
  • Minimum Stay: ossia l’obbligo di prenotare per almeno 2 notti in tutte le città metropolitane.
  • Oltre a questo, un’altra indicazione fortemente penalizzante per i proprietari sarà l’obbligo dei possessori di immobili  che possiedono tre o più unità abitative di metterle  a reddito ,(prima la soglia era di cinque), a diventare imprenditori a tutti gli effetti.

Quindi?

Saranno esclusi dalla cedolare secca-dovranno aprire partita iva con l’obbligo di iscriversi al registro delle imprese e tenere la contabilità.

Unica nota positiva è che il CIN nazionale dovrà essere esposto su tutti i campanelli delle abitazioni e sugli annunci. L’onere del controllo sarà demandato ai sindaci. In caso non sia presente il CIN le sanzioni potranno arrivare sino a 8 mila euro.

Per come la penso io queste nuove regole offriranno maggiori requisiti a tutela del cliente, ed inoltre il CIN deve  essere visto come uno strumento di maggiore trasparenza dell’offerta a salvaguardia dell’impresa  e dei consumatori. Ora non resta che sperare nei tempi rapidi di approvazione  del Disegno di legge in modo da stabilire in tempi brevi l’equilibrio tra  attività delle imprese e le comunità dei  residenti.

Più critica la posizione di Federalberghi che vorrebbe portare il minimum stay a tre notti  altrimenti si deve fare il cambio di destinazione, da abitativa a commerciale, con tutta la tassazione e normativa che ne consegue. Inoltre, se l’host non risiede nell’appartamento  deve essere considerato come un investimento, una attività commerciale a tutti gli effetti.

Buona lettura.

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